passaintreno: perchè il “viaggio in treno”?

Perché scegliere come tema “il viaggio in treno” 

Questo sito nasce, dalla passione per il mondo dei treni, dei passeggeri, viaggiatori e pendolari, con tutte le sue dinamiche sociali, le sue incongruenze e le sue emozioni.

Vorrei raccogliere delle testimonianze, dei “pezzi di treno”, che mi serviranno in seguito per portare avanti la mia TESI di Laurea.

Mi piacerebbe creare un luogo accogliente dove i viaggiatori e i pendolari si sentano a proprio agio, dove poter dire la propria, che si tratti di una idea, una storia, un episodio, un aneddoto, ma anche semplicemente le emozioni provate in occasione di qualche viaggio particolare in treno, o scaturite dalla routine quotidiana.

Vorrei cogliere l’atmosfera che si respira in treno, entrare nell’intimo di questo micro ambiente, andare al di là dell’aspetto superficiale legato al servizio-disservizio, ma entrare in merito all’anima del treno.

Forse il mio percorso legato all’antropologia influenza sicuramente una visione che predilige la parte esperenziale, rispetto  ad una più analitica, come può essere quella utilizzata per le ricerche di mercato; ma in realtà le due impostazioni non sono così distanti. Nel marketing relazionale sempre più improntato verso il rapporto diretto del brand con il consumatore, si arriva alla costruzione di una relazione sempre più empatica fondata sulle emozioni che il prodotto o l’idea del prodotto riesce a trasmettere a livello sensoriale. E allora io sono alla ricerca di quell’aspetto emozionale che contraddistingue il “prodotto treno”, ma soprattutto, contraddistingue il “consumatore treno”. Gli utenti del treno, le loro storie, le loro condivisioni creano un micro cosmo denso e degno di essere studiato ed indagato.

Cosa mi ha portato qui

Lavoro come capotreno ormai da dieci anni, ho iniziato dopo il primo anno di università, allora frequentavo Scienze Statistiche ed ero già pendolare tra Imola e Bologna. Negli anni tra lavoro e università ho continuato a vivere il “treno” da diverse prospettive, l’ho amato e l’ho odiato, ho avuto a che fare con moltissime persone e situazioni diverse, prima sugli Eurostar, Intercity, e Intercity notte, fino al mio approdo al trasporto regionale, che amo particolarmente. Probabilmente quello che amo è l’atmosfera, quest’aria di famiglia, dove spesso si incontrano sempre le stesse facce, le persone si conoscono tra loro, e sono profondamente legate al territorio, come sulla Porrettana, o nei treni per S.Benedetto Val di Sambro. Erano proprio questi i treni che tornata dalla seconda maternità mi trovavo a fare più frequentemente, tanto che iniziavo a conoscere e a riconoscere i miei viaggiatori abituali: quell’agente di polizia che scende lì, quella signora che è l’unica sul treno alle prime luci dell’alba ogni mattina e  scende a Pianoro… Tante persone, e tante storie e allora, in questa Italia che non fa altro che lamentarsi dei servizi pubblici io voglio presentare un altro treno, il mio! Quello che ho conosciuto in tutti questi anni.

Contatti

 

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3 thoughts on “passaintreno: perchè il “viaggio in treno”?

  1. Che meraviglia! Non solo blogger di treno dell’Emilia Romagna, ma addirittura Capo treno. Non sai come sono felice di averti trovata, anzi, che tu abbia trovato me. Devo assolutamente intervistarti per la mia rubrica Interviste Pendolanti.

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