Buon Anno!

BUON ANNO!

01 gennaio 2016, 7.20 stazione di Osteria Nuova, un unico viaggiatore scende a due o tre vetture di distanza da me, alza le braccia e mi grida: -Buon Anno! Continua a leggere

Il lavoro più bello

… e mentre passeggiavo per Porretta col gelato in mano, per un attimo ho pensato che il mio è il lavoro più bello del mondo.

Ci sono linee più o meno belle, ma che cosa fa la bellezza della linea?  
Continua a leggere

Questa mattina la mia sveglia non ha suonato

“questa mattina la mia sveglia

non ha suonato

son sempre stato una speranza

ma ora sono…”

(Neffa, Disperato)

 

…amareggiato, un capotreno amareggiato, completerei in questo modo la strofa di Neffa.

Questa mattina la mia sveglia non ha suonato. Un rientro dalle vacanze sicuramente agrodolce, con gli uccellini che cinguettano fuori dal balcone e mi salvano per un soffio dal “bucare” un treno, un treno che non si può “bucare”, un giro talmente rilassante che non cederei a nessuno: da Firenze a Faenza, una delle mie linee preferite in mezzo all’Appennino.

un rientro agrodolce

Bologna, ieri al ritorno dalle ferie, si é presentata torrida e soffocante ma il mio buonumore é rimasto, ostinato e imprescindibile, mi ha accompagnato tutta la giornata. Qualsiasi negatività sul lavoro non avrebbe in alcun modo cancellato il fatto che la mia assenza è stata provvidenziale per evitare i treni della notte rosa, incubo di molti capitreno, non di tutti, sicuramente, ma senza dubbio di quelli come me, che non hanno nessuna voglia di litigare.

Gli ultimi giorni prima di partire per le vacanze, sono successi dei fatti orribili che ti costringono a riflettere anche se non vuoi. A volte succede che certe notizie tu non le voglia sentire, che come reazione, le cancelli nel momento stesso in cui ne vieni a conoscenza, ma è solo un illusione, rimangono lì, latenti, che attendono, attendono che il vaso si colmi. Pensi che a te non succederà mai e cerchi di ingannare la realtà trovando delle motivazioni che allontanino quell’eventualità dalla tua personale esperienza, ma poi la casistica, le statistiche ti colpiscono come uno schiaffo in pieno faccia: da gennaio il bilancio è di 140 aggressioni contro i ferrovieri di cui 117 solo al personale front-line, e attenzione! Sono solo i dati del 2015, cioè si riferiscono a quanto? Sei mesi?!

Il capotreno ferito dal machete ha un bambino piccolo, io ne ho due, non sono un poliziotto, non sono armata, sarei stata altrettanto impotente. “Nella mia cartella personale ci sono due Encomi, mi sarebbero serviti in una situazione del genere? Ho prestato giuramento come pubblico ufficiale, ma conterebbe qualcosa per la mia famiglia qualora tornassi a casa gravemente ferita?” Sono cose a cui non vuoi pensare, a cui nessuno vorrebbe pensare. Così inizi a prendere delle piccole precauzioni, speri di evitare i treni più caotici, quelli più a rischio, ma quali sono i treni a rischio? I treni da e per la notte rosa non sono certo tranquilli, sono treni carichi di alcool, di ormoni, di eccitazione …e di arroganza. Sono ben contenta di non averne scortato neanche uno, almeno per quest’anno, il mio rientro è stato tutt’altro, una piacevole mattina di nove ore e mezzo; per una volta la sveglia alle 3.50 ha avuto un suono dolce. Non si può dire lo stesso di quella di oggi che… Non ha suonato!

 la mia sveglia non ha suonato

Ho puntato la sveglia alle 4.45 e per sicurezza una anche alle 4.50, “se non suona sarà ancora presto, Paolino continua a muoversi, deve avere caldo, eppure la finestra è spalancata, come è piacevole questo venticello, gli uccellini questa mattina hanno un gran da fare, senti là come sono allegri, hanno iniziato presto ‘sta mattina”, socchiudo gli occhi, “in effetti c’è una gran luce, adesso suonerà”, guardo il cellulare sul comodino, “E’ SPENTO! NO! NO! NOO! Come è possibile? Si è scaricato? Ma era in carica, NO! Chi ha staccato la spina del caricabatterie? Che ore saranno?”

Sbircio l’orologio della cucina, “ oh no! è vero che è fermo!”.

Scatto in piedi.

Mi precipito in bagno, “5.20! è tardissimo! Dovevo alzarmi quaranta minuti fa, devo andare in macchina a Bologna, non c’è tempo… Antonio! Lui guida più veloce di me”.

Sveglio mio marito – devi portarmi a Bologna! Sveglia i bambini, devi portarmi a Bologna! – 

Mi precipito in bagno.

Mi lavo i denti, non so neanche quello che sto facendo, movimenti frettolosi, automatici, “magari ce la faccio, il treno è fra mezz’ora! Devo farcela!”.

Mi lavo.

Stiro la camicia, “non va, non si scalda il ferro, quanto ci mette?! È tardi! Non posso andare a Bologna in macchina!”.

Giù per le scale, sono in macchina “5.36, speriamo il treno sia in ritardo, devo avvisare il lavoro per sicurezza”, -pronto sono la Volpe…

Parcheggio.

Su per il sottopassaggio, “non ci credo! il treno non è ancora arrivato!”.

Finalmente a sedere.

Il capotreno: -ce l’hai fatta alla fine! Che giro fai?

Io: – ci devo guardare, perché in realtà… non lo so!

 Tutt’altro che sconosciuti: un raduno di pendolari blogger

Un’ora di sosta a Porretta, oggi è una giornata splendida, fin troppo calda per essere ad inizio maggio. Rimango sul treno fermo e vuoto. Le colline dell’appennino tutt’intorno, morbide e rilassanti, e il rumore del condizionatore concigliano la siesta. Consulto la posta e mi sorprende un piacevole fermento, messaggi, richieste di amicizia sui Social e la cosa più bella: trovo i primi resoconti e i primi confronti dal gruppo di blogger che sabato hanno partecipato al raduno dei, anzi “delle” blogger pendolari. Continua a leggere

week end senza treni… forse!

Questo week end niente treni!

Mio marito sta guidando. 

In  macchina c’è un piacevole silenzio, siamo tutti stanchi, i bambini sono svegli, ma non parlano, ognuno nel proprio seggiolino, chissà cosa li sta tenendo impegnati? Forse stanno ripercorrendo i giochi, gli incontri e tutte le emozioni della giornata. Mi sento bene. 

Passo una mano tra i suoi capelli, folti e morbidi come sempre, mi piace accarezzarlo mentre guida, avrei voglia di un liquorino, magari un piccolo bicchiere di crema al whisky, a casa dovremmo averlo, lui mi legge nel pensiero: – Ci stava un po’ di limoncello, peccato che non l’abbiamo preso! 

Ci vedo già sul divano, io col mio libro e lui con uno dei soliti  documentari. Il suo bicchierino è alto e stretto, cilindrico, con il fondo un po’ spesso, il mio ricorda un ovetto, è arrotondato e riempito a metà, un dito di crema, due sorsi… 

 Che sollievo pensare che è solo sabato, abbiamo un’altro giorno  di riposo davanti, siamo entrambi a casa domani, è così raro. È stata una settimana pesante, e ieri dei vandali hanno rotto un finestrino del mio treno: pensieri portati a casa, relazioni da scrivere, un’altra serata trascorsa lontana dalla mia famiglia. Ma non oggi, questa sera sono ancora svegli, saliamo le scale pieni di sporte.

 – Forza tutti a letto! Pigiamini, favola e biberon, non c’è spazio per il nostro piccolo momento di complicità sul divano e va bene così, mi aspettano delle manine piccole piccole che tengono il mio viso voltato verso una faccina placidamente sorridente. La grande è nel suo lettino che fa la doccia nasale mentre il papà legge la favola che hanno scelto insieme, io e Paolo ascoltiamo dall’altro letto abbracciati; forse è l’eccezionalità di quella che dovrebbe essere una serata ordinaria a renderla così speciale. 

Fra un po’ è ora di pranzo, abbiamo così tante cose da fare insieme oggi, ma ecco la telefonata: – Si è dato malato uno, verresti a lavorare oggi pomeriggio?

“Cosa faccio?” Scrivo frettolosamente il giro su un bigliettino improvvisato sotto dettatura, lo passo a mio marito, “vado?” In cambio starei a casa domani, vedrei i bambini anche domani. Ho deciso senza decidere, rispondo che andrò, il giro è corto dovrei tornare per le 23 al massimo, dovrei… 

Infatti eccomi qua, sono sul treno per tornare a casa, mezzo vuoto come sempre, è quasi l’una, due ore oltre il programma, ma domani niente treni! 

… Speriamo!

NATALE FUNGHI E BAMBÙ

“Prendo di corsa un cappuccino caldo
Nel bar della stazione
Prima di salire sul vagone”

In realtà no, oggi non prendo neanche quello, perché è Natale e il bar della stazione di Imola è chiuso, dovrò accontentarmi di un triste cornetto della macchinetta. Certo avrei potuto fare colazione a casa, ma come al solito sono a mala pena riuscita a uscire di casa in tempo per prendere il treno, questa mattina c’erano cose più importanti da fare: dovevo aprire i regali insieme ai miei bimbi! Che bello, che gioia, avrei voluto godermi quel momento un po’ di più senza guardare continuamente l’orologio, ma il mio lavoro è così, l’avevo messo in conto… Continua a leggere

Scout a bordo: le uscite di novembre!

Domenica 30, per qualche strana congiunzione astrale sembra che questo sia il week end delle “uscite” di novembre, sono in viaggio da 3 ore e ho già incrociato ben quattro “reparti”. Se non sapete di cosa sto parlando, mi spiego meglio: avete presente tutti quei piccoli omini vestiti di azzurro e blu che girano con i pantaloni corti anche d’inverno? No! non sto parlando dei Puffi, ma degli scout! Continua a leggere