I ferrovieri da Papa Francesco per il Giubileo della Misericordia

 

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sabato 19 dicembre: da Papa Francesco in 6300 tra ferrovieri e accompagnatori.

Lunedì, si torna alla normalità.

Ieri ero ancora a Roma dopo un evento di quelli che rimangono dentro tutta la vita. Sono stata scelta per partecipare all’udienza di Papa Francesco diretta a tutti i ferrovieri in occasione dei 110 anni dalla nascita del Gruppo Fs, ma non solo, ho persino fatto parte della delegazione ristretta che in rappresentanza del Gruppo doveva partecipare in divisa e baciare la mano al Papa.

Non avrei mai immaginato di avere questo onore, ho stretto la mano a Papa Francesco e ho ascoltato il suo discorso dedicato al mondo ferroviario seduta in prima fila. Un’emozione incredibile, ma quello che più mi ha pervaso è stato un sentimento di gratitudine, immenso, gratitudine e gioia.

l’invito e l’attesa

Mi ricordo che quando ho ricevuto sulla posta aziendale la mail dove veniva richiesta la mia partecipazione, ero incredula,  continuavo a rileggere le parti che dicevano “personale, strettamente riservato”  e controllavo ancora una volta che l’invito fosse davvero indirizzato a me. Era mattina presto, su un treno pendolari verso Venezia e quella notizia mi aveva sovraeccitata, avrei potuto portare un accompagnatore, però dovevo dare la mia disponibilità, dovevo rispondere alla mail, non potevo aspettare, erano le sei del mattino ma dovevo dirlo a mio marito, dovevo condividere con lui quella gioia… ho aspettato un po’, ma poi non sono riuscita a trattenermi, gli ho girato la mail, gli ho mandato un messaggio, ho chiamato a casa, ma era tutto inutile, sapevo che non avrei avuto risposta per un’altra ora.

Poi qualche giorno dopo ci sono stati i terribili eventi di Parigi, e andare a Roma, dal Papa, per il Giubileo, non sembrava più una grande idea, ma non avrei rinunciato lo stesso. I bimbi sarebbero rimasti a casa coi nonni, dell’ udienza non si sapeva quasi niente, non era stata pubblicizzata neanche su Fs news,  così ho deciso  che non divulgare la notizia sarebbe stata una precauzione più che sufficiente.

Cosi ho iniziato ad aspettate. L’attesa è stata lunga, non sapevo i miei turni di dicembre, non sapevo se avrei avuto un giorno in più di ferie, non sapevo dove prenotare e per quante notti, poi mi sono decisa a fermare il b&b e a prenotare i biglietti del treno nonostante fosse ancora tutto così incerto e alla fine tutto ha preso forma sarei andata da Papa Francesco e ci sarei andata in divisa, con mio marito, ci saremmo concessi una piccola vacanza, io e lui soli, come non ci permettavamo da anni, avremmo fatto un week end romantico a Roma e perché no, anche un po’ spirituale, e così è stato.

Natale alle porte e il dono di questa opportunità, il dono di una serenità famigliare che aspettavo da tanto, il dono di essere a casa sia il 25 che il 26, il dono di una spiritualità ritrovata; non avrei potuto chiedere nient’altro.

A Roma da Papa Francesco

Venerdì mattina siamo partiti con la freccia rossa delle 10.40, ero pronta emotivamente e spiritualmente, motivata come non mai e piena di un’infinita gratitudine.

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È stato tutto perfetto, dalla passeggiata al tramonto alla vista dall’alto di Roma sopra l’altare della Patria, tutto perfetto e speciale. Tutto ciò che mi serviva e che aspettavo da tanto: un bicchiere di vino, un piccolo tavolo per due nel ristorantino di un vicolo illuminato dalle decorazioni natalizie, due passi, una metro da prendere a caso per poi scendere solo per aver visto l’insegna di Feltrinelli, infine il ritorno al b&b dove l’eccitazione per il grande evento non ti fa dormire e l’indomani arriva fin troppo presto.

Sabato, finalmente si è tenuta l’udienza nella sala Nervi, l’entrata dei ferrovieri con i relativi check in si è svolta dalle otto fino alle undici del mattino, seguita dalla presentazione da parte di Pupi Avati di un documentario sulla storia delle ferrovie.

Alle dodici è arrivato Papa Francesco che passando nella corsia in mezzo alla sala ha salutato i ferrovieri presenti trattenendosi lungo il percorso. Quando finalmente si è seduto, dopo l’intervento del rappresentante del Gruppo Fs, ha fatto il suo discorso sulla misericordia e gli incidenti sul lavoro.

Infine il Baciamano, un momento atteso da tutta la mattina, tra le colleghe fino a poco prima ci scambiavamo timori e desideri, da chi era sicura di abbracciare Papa Francesco non appena se lo fosse trovata davanti, a chi si chiedeva come si dovesse fare il baciamano, a chi ancora si chiedeva da che lato avrebbe cominciato; ansie e aspettative messe in comune con la stessa eccitazione mista a paura che si prova prima di un esame, quel nodo allo stomaco e quella felicità che al momento fatidico ti fanno aprire la bocca senza però permetterti di emettere alcun suono, e allora con la mano del Papa tra le tue, ti trovi a stringere un po’ di più, a trattenerlo qualche secondo in più come se il vortice di emozioni che hai dentro potesse arrivargli dal contatto anziché dalle parole, che non vogliono uscire, e dentro di te ne senti una sola: “grazie”.

 

 

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