Scout a bordo: le uscite di novembre!

Domenica 30, per qualche strana congiunzione astrale sembra che questo sia il week end delle “uscite” di novembre, sono in viaggio da 3 ore e ho già incrociato ben quattro “reparti”. Se non sapete di cosa sto parlando, mi spiego meglio: avete presente tutti quei piccoli omini vestiti di azzurro e blu che girano con i pantaloni corti anche d’inverno? No! non sto parlando dei Puffi, ma degli scout!

4 giovani esploratori e il fascino del treno

All’andata direzione Ravenna è salito un gruppo da Bologna, mi sembravano così piccoli, e se non avessi visto i simboli sulle camicie avrei detto che erano “lupetti”. No, questi erano già dei ragazzini delle medie!

Si erano messi nelle ultime vetture, erano tutto un fermento mentre alcuni dei loro capi erano chiaramente distrutti, appisolati con la testa appoggiata al sedile, mentre quelli vigili trasmettevano davvero una gran serenità,
nonostante il viso segnato dalla stanchezza. Quanti ricordi! Che nostalgia! Avrei voluto trattenermi lì con loro per assaporare un po’ della loro avventura, avrei voluto chiedergli, farmi raccontare e avrei avidamente raccolto ogni parola che mi riportasse a quelle sensazioni e a quelle emozioni.

Ma le due diverse uniformi scatenavano sicuramente una curiosità reciproca e un piccolo gruppetto di “Esploratori” (si chiamano così gli scout dagli 11 ai 16 anni) si è staccato dagli altri per venire a sbirciare quando il treno si fermava nelle varie stazioni e io chiudevo le porte.

Sono arrivati fino in testa e lì abbiamo scambiato qualche parola, è stato bello vedere le loro facce incredule: “14 specialità?! Veramente?” “Che cosa?” “Il capotreno era una scout anche le!!!” Poi un bimbetto morettino, con i suoi occhialoni dalla montatura nera e spessa, ricoperto di lentiggini, mi ha fatto sorridere: “mi sono sempre chiesto a cosa serva il macchinista? Tanto sono i binari a guidare il treno!” “Beh non credo che lui sarebbe contento se ti sentisse dire che non serve a niente!”.

ah… le uscite di novembre! 

Al ritorno da Ravenna il mio treno ha caricato ben quattro gruppi, c’erano scout un po’ ovunque, con le loro uniformi, i loro fazzoletti al collo, le loro bandierine e i loro zaini… I loro enormi, ingombranti e pesantissimi zaini, alcuni sui sedili, altri per terra o nei portabagagli, alcuni un po’ infangati ed altri ricoperti dal coprizaino impermeabile, tutti con il loro materassino arrotolato sulla cima, perché ogni scout sa che lo zaino deve essere ben bilanciato, che le cose pesanti vanno in basso…

E di nuovo cado in preda alla nostalgia: quante volte mi capitava di ridurmi all’ultimo momento per prepararlo, a volte anche la notte prima di partire, tanto ci pensava l’entusiasmo a tenermi sveglia, altre volte invece partivo svogliata con tutti quei chili sulle spalle, perché mi sarei persa chissà quale serata con gli amici. Poi, invece il giorno dopo tornavo carica, ma questa volta a riempire il mio zaino e i miei occhi erano le canzoni davanti al fuoco, i paesaggi bellissimi in mezzo alla natura, di cui mi ero nutrita come in un respiro per riempire i polmoni di aria prima di tuffarsi e nuotare sott’acqua.

Che meraviglia quei castagneti in autunno, con il suolo ricoperto da un sottobosco di foglie e fango di diversi centimetri, che quando fai il passo, lo scarpone affonda in questa distesa soffice, e quando arrivi in cima non distingui più dove termina la scarpa tanto è ricoperta di fango ed è diventata pesante.

Che bello quando sei stanchissima e accaldata e l’aria pungente dell’inverno ti arrossa le gote e gela il naso, ma in quel momento non ci sono ansie, non ci sono preoccupazioni, non c’è nessuno stress, devi solo osservare e guardarti intorno, sentire il respiro caldo che prende forma a contatto con l’aria fredda, ascoltare le lamentele del tuo corpo stanco, ma completamente disteso e rilassato. Come vorrei essere lì, come vorrei avere come unico pensiero quello di arrivare per scaldarmi davanti al fuoco, di raccogliere la legna e arrostire la carne seduta su di un sasso o un tronco o un ceppo di legno…

Chissà se tutti questi scout sul mio treno si rendono conto della fortuna che hanno? Avere il tempo, le occasioni per vivere tutto questa grande serenità, nonostante il viso segnato dalla stanchezza. Quanti ricordi, che nostalgia,
avrei voluto trattenermi lì con loro per assaporare un po’ della loro avventura, avrei voluto chiedergli, farmi raccontare e avrei avidamente raccolto ogni parola che mi riportasse a quelle sensazioni e a quelle emozioni!

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5 thoughts on “Scout a bordo: le uscite di novembre!

  1. Non sono mai stata scout, ma lo sono stati fino ai primi anni delle superiori i miei due figli. E quindi ho vissuto la loro esperienza di …riflesso. E’ un’opportunità e un’avventura che insegna tanto e credo rimanga indimenticabile.

    Un sorriso e visto che ci siamo quasi… buone feste! 🙂
    Ondina

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