studiare su un treno pendolari: perché illudersi?

Tanto… avrai tutto il tempo in treno

Vi ricordate quando andavate all’università a dare gli esami, oppure quando avete preso il treno per andare a qualche colloquio importante?

La testa straboccante di nozioni, timori e aspettative, e quell’adrenalina che ti tira giù dal letto un’ora prima che suoni la sveglia, e allora fai un velocissimo esame delle variabili: alzarsi e fare l’ultimo ripasso o dormire quel poco tempo rimasto per essere “più fresca” all’appuntamento? ovviamente vince il letto, tanto avrai tutto il tempo in treno. Ma sei troppo agitata per dormire e allora diventa una questione di principio: “devi dormire!”.

Poi suona la sveglia e si consuma la tragedia: è il giorno dell’esame ma tu sei entrata da così poco in una fase del sonno talmente piacevole e profonda, quella da cui nessuno dovrebbe mai svegliarti; nessuno che abbia a cuore la sua incolumità! Allora zittisci la sveglia e continui a dormire, e sogni di alzarti, di prendere il treno, sogni il colloquio, le domande e persino le risposte, ma in realtà sei ancora a letto. Te ne accorgi, è tardissimo! ti butti a capofitto nella doccia con gli occhi ancora chiusi, in venti minuti sei fuori dalla porta, non riuscirai mai a prendere il treno che avevi deciso! quello semi-vuoto, quello che ti avrebbe permesso di arrivare un po’ prima in facoltà per ripassare un’ultima volta.

il tuo treno è andato: il prossimo? quello dei pendolari!

Sei in stazione e dalla schiera di gente che vedi sul binario capisci che il tuo treno è andato, il prossimo è quello dei pendolari, ma meglio non pensarci, incontri qualcuno che conosci e vi prendete un caffè. “allora cosa mi racconti? i bimbi stanno bene?” Che bella questa parentesi, un attimo di respiro che spezza la tensione. Per un momento dimentichi dove stai andando, ti perdi in deliziose chiacchere… “ma vai Bologna? mi sa che il treno è questo che sta arrivando!” Oh no! il treno è pieno, non c’è nessun posto a sedere, c’è gente in piedi un po’ ovunque, ma tu devi studiare! devi riguardare quell’appunto, la scaletta, sei assalita dai dubbi, dov’era quel passaggio? decidi di sederti sui gradini e tiri fuori i tuoi appunti.

Pessima scelta, la gente continua a scorrere avanti e indietro, ostinata, in cerca di qualche posto a sedere o di qualche compagno di viaggio: “pronto! ma dove sei? ah davanti? stavo andando in fondo, adesso vengo! un attimo che stavo dimenticando l’ombrello – scusi devo passare di nuovo!” e tu ti rialzi l’ennesima volta con il libro in mano, sempre sulla stessa pagina.

Finito il via vai, sono quasi tutti sistemati o rassegnati, dipende dai punti di vista, e tu pensi che finalmente potrai leggere in pace ma squilla il telefono a quell’uomo in piedi vicino a te che con una mano si tiene al corrimano e nell’altra ha la valigetta, e da lì in poi, puoi anche chiudere il libro. Non ti resta che autoconvincerti che ormai quel che è fatto è fatto e che anche volendo non saresti riuscita ad incamerare nessun’altra nozione. Le fermate si susseguono e ormai sei arrivata, non hai più margine, e ti fai coraggio, andrà tutto bene.

Allora vi è mai successo? beh, io spero che non mi succeda martedì!

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6 thoughts on “studiare su un treno pendolari: perché illudersi?

  1. Dunque, ai tempi dell’università vivevo a Roma e lì non mi è mai passato per la mente di fare un ultimo ripasso in autobus o in tram. Sapevo già che sarebbe stato impossibile. Ora che lavoro da pendolare posso dirti due cose: 1. se fosse per me il treno dei pendolari sarebbe il treno del silenzio, soprattutto la mattina. Telefono silenzioni, pendolari che dormono e la chiacchierata con gli amici posticipata all’arrivo al bar della stazione. 2. a proposito di sveglia, mi capita di alzarmi di soprassalto di sabato o domenica, mentre sto godendo di quel sonno “da cui nessuno dovrebbe mai svegliarti; nessuno che abbia a cuore la sua incolumità!” e vivere momenti di panico pensando che è tardi e che ormai ho perso un sacco di treni utili, per poi realizzare che sono nel weekend e che posso continuare a dormire beatamente. Anche questa esperienza spero non mi capiti mai più, ma purtroppo si verifica con una certa regolarità! 😉
    PS: in bocca al lupo per l’esame!

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  2. successo successo. Per fortuna ho imparato ad isolarmi. Urli, schiamazzi, vagiti non li sento più.
    Dopotutto mi sono fatta gli anni di università a studiare in treno, lavorando non avevo molto tempo libero.
    Buono studio!!!

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  3. Ne so qualcosa! Tra lavoro e bimbi ormai il treno è il mio più caro alleato 😅.
    Ma è la legge dei grandi numeri, quel giorno che conti di riuscire a studiare, è la volta che non ce la fai. 😉

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