il treno racconta…

“…Corre questo treno,
Corre fra la terra e il cielo
E non si ferma mai…”
(Sul treno – Cristicchi)

per il testo completo vai a “L’angolo delle citazioni”

Quante canzoni, quante citazioni ricordano i treni, il loro correre e il loro scorrere lenti, emblema del progresso, ma portatori di un animo romantico e malinconico, fluttuanti, percorrono trasversalmente questi secoli di cambiamenti, testimoni di addii, di incontri, di abbracci, di baci infiniti appesi tra la porta di una carrozza in partenza e un marciapiede solido e statico, sogni che sembrano avere il via, e ricordi, e nostalgia.E … ancora l’andamento dolce e costante del treno dei lavoratori, che dondola, nel suo frastuono monotono, quasi un mantra rassicurante e preparatorio, rotto qua e là da un chiacchericcio frizzante o un accavallarsi di lamentele e luoghi comuni… E poi arriva la sera… e al ritorno quello scorrere delle immagini e quel cullare sono come coccole che però si prolungano inesorabilmente come in un limbo senza tempo che ti separa da tutto quello che è “casa” e allora le tensioni della giornata si allentano, e il senso di stanchezza si insinua sempre più pesante… Quante vite in treno si incontrano, si sfiorano, si schivano, quanti pensieri, quante parole lette, quante note ascoltate, quanti progetti, file, telefonate, operazioni, giochi, dialoghi, chat, spuntini, veri e propri pranzi, pisolini e grasse dormite… Quanto treno nelle nostre vite…

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3 thoughts on “il treno racconta…

  1. I tanti anni di pendolarismo tra Imola e Bologna, prima per l’Università e poi per il “lavoro”, hanno purtroppo finito col cancellare l’immagine romantica del treno che, fin da piccola, ho sempre avuto. Troppi ritardi, troppe carrozze sporche e gremite di persone accalcate l’una sull’altra; e, lo ammetto, forse anche troppe ansie personali, che per forza non potevano che guastare tutti gli aspetti più umani e teneri che da sempre caratterizzano il viaggio in treno, breve o lungo che sia. Le tue parole, però, mi aiutano a rispolverare quella lontana immagine romantica… E così ripenso a quando il mio babbo mi portava in bicicletta a “vedere i treni”, io piccina che speravo sempre di beccare un “intransito” (tutto attaccato, ovviamente); ripenso al primo “lungo” viaggio in treno con la mia mamma e con l’inseparabile ippopotamo-peluche Lilla (di nome e di fatto… una gran inventiva!!), destinazione Bolzano dove mio babbo e mio fratello ci aspettavano per l’immancabile vacanza tra le Dolomiti; ripenso ai primi viaggi da sola, con la tipica emozione da adolescente che si sente già donna vissuta; ripenso a quel viaggio con te verso il campetto estivo, alle risate per aver creduto che il treno si fosse fermato dopo che avevi tirato lo sciacquone (o forse era la leva dell’allarme?!!). Ripenso a tutto ciò e sorrido con un pochino di malinconia nel cuore: sono grata all’amico treno di avermi regalato questi ricordi e spero che il futuro possa riconciliarmi con lui.

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